Archivio Tag: teramo

Io che

Io che, la faccia di rame e bronzo, capelli come gli occhi: argenti ardenti, come lame penetranti, ma coperti anche di notte da lastre scure per evitare gli sguardi. Io che, non ricordo più che rumore fa l’amore, I love you, e, come un traduttore, traduco bene in male e gioia con dolore. Io che, sono sempre l’unico che sente le punte del cerchio, e, come un Dionisiaco al rovescio, rifiuto quello che cerco. Io che, attratto dal cielo, scivolo nel vuoto e l’unico suono che sento è quello del lampo prima del tuono. Io che, che come voi vivo in questo mondo fatto di donne di plastica, tra gli uomini non c’è un migliore, il meno peggio venera la…
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Il Re e la Roccia

Un pensiero al Re. Lui non c’è più. Trattato male, o forse meno bene. Perché meno è durato e meno bene è vissuto. La Roccia si sa, è più forte. Il Re si sa, ormai è solo un’autorità. Un saluto a lui, meno calcolato, ma sempre presente. Un pensiero alla Roccia, ancora presente, ma solo. Nomi antichi e più moderni, lontani, ma strettamente vicini e compagni di contemporanee vite. Rex. Rocky. Vita da cani. L’ululato solitario è il saluto di uno all’altro.

UNA COLLANA VUOTA feat. [Marco Tabellione]

Una collana vuota, la fine di una storia o l’inizio di una vita nuova? Argento senza simbolo, grado o ciondolo. La gente non capisce nemmeno se grido, è come se parlassi mongolo. Maglie che si abbracciano e restano vuote. Come corpi senza ossa e carne, e restano solo le maglie. E poi tutto cade leggero a terra, senza peso. E ci si innalza nel cielo pesanti, senza credo. [Quante perle ha questa collana come nuvole di nuvole e nuvole. Si intrecciano e si inerpicano lungo il crinale che è cresta e onda, riva e mare, isola e continente. Ma è niente la collana, la catena, senza gli anelli che la nutrono. Maglie che si abbracciano vuote e poi tutto cade…
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La fine del mondo Giampiero Margiovanni feat. #Raffaele Rubino# [Mario Rapagnetta]

Questa è la fine. Del mondo. La fine. Oggi l’irrealizzabile si contraddice. Tocco l’orizzonte perché diventa raggiungibile. Il cielo cade come un sipario, le nuvole, d’intermittenze s’impregnano, l’azzurro ne è il colore più banale e su di me ne ho miliardi. Oggi le verità si svelano, non ci sono più bugiardi. Oggi tutto è lecito, oggi possiamo amarci. #La fine del mondo e non è ancora tardi. Non è mai tardi per amarci. Capiremo – forse mai – capiremo. C’è solo una verità. La verità non è una sola. E in essa ogni cosa si svela, ogni cosa si crea ogni essere trova il suo perché di esserci.# [La fine del mondo. Ieri, solo una paura che sorvolava nei pensieri….
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Metallo nella carne

Metallo nella carne, si fa spazio tra la pelle, tra capillari e cartilagine. Una diversa lega, costrizione sociale che sul diverso regna, divide, macchia, marchia e lega. Racchiusi in nicchie. Nickel. Uno dentro l’altro come scatole cinesi, imperfetti in saldature a cricche, come le città nei paesi. Sotto nel baratro, dritti nell’antro da una corda, una liana con una mano giù, un solco sul palmo. L’inchiostro è il sangue che macchia e ne viene fuori, traccia una trappola epidermica, un’involontaria linea cala la maschera. E si resta solo con del metallo nella carne, viva e vivido, a marcare ciò che non si è e ciò che non si vuol vedere.