Archivio Tag: poesia

Dialogo a due con conflitto. SI FIDI

SI FIDI A- Buonasera. B- Buonasera, mi dica! A- Un caffè macchiato freddo, grazie. B- Subito. A- Ah…ehm…anche un biglietto del gratta e vinci. B- Certamente. Tenga. A- Me ne dia uno che vince eh, e non uno di quelli che si grattano e basta! B- Ok…ehm…allora non prenda questo. Prenda quest’altro. A- Ah… B- Ed ecco il suo caffè. A- Ma perché si ripreso quel gratta e vinci e me ne ha dato un altro? B- Lei ne voleva uno che vincesse. A- E quindi? B- Quello che le avevo dato prima, non vinceva sicuramente, mentre con questo ci sono alte probabilità di arricchirsi. A- Davvero? B- Altissime probabilità! A- E lei come lo sa? B- Noi baristi sappiamo…
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PER TE

Per te Per te sarò niente. Solo un suono. Un’impercettibile intermittenza. Usa il mio tempo, sprecalo come il denaro che senza di te non mi fa contento. Cancella le mie menti, fai melodia dei miei lamenti. Bruciami l’anima, ma lascia stare il cuore, tienilo tra le mani ma, lascialo respirare. E lasciami sperare di essere parte di te. Ruba i miei giorni, nascondi i miei desidèri, fà ciò che desìderi, ma lascia che in ogni secondo il mio cuore si liberi in un colpo. Prendi anche le espressioni del mio volto e rendi le mie parole torto quand’anche siano perle. Ma lascia il mio cuore battere quand’anche sia per l’ultima volta, che sia solo per te.

OSSA

Circa un anno fa stavo scrivendo il mio secondo romanzo. Lo portavo avanti da un pezzo, ma non riuscivo a trovare lo snodo giusto che mi permettesse di completare l’idea che avevo in testa. Non la chiamerei ansia da pagina bianca o crisi dello scrittore, anche perché di pagine bianche non ce n’erano e di scrittori in crisi nemmeno. Solo mancava qualcosa per andare avanti. Così ho deciso di fermarmi e fare un passo indietro. Ho pensato di pormi dei dovuti interrogativi come ad esempio: Chi sono? Da dove vengo? Ma soprattutto, siamo proprio sicuri che questa cosa della scrittura sia la strada giusta, è una cosa che so fare? Occhei (ho sempre voluto scriverlo così ok), ho scritto un…
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Bussola

Attratti, come aghi e poli. Riempìti, i nostri soli cuori e vuoti. Come la bussola che tiene la rotta, indica il nord e… …ed io tengo la rotta e mi ritrovo indicando te. Legàti, stretti come nodi. Passàti, da sconosciuti a ignoti. Prima ago e magnete. Ora come mai niente. Perché una nave non naviga in un deserto di sabbia, coperto di rabbia, lacrime come ancore, graffiano la faccia. Da mezzo a rotta a destinazione. Tu sola. Ora punta ora ago ora spada. Bus-sola. E già giunta del ti amo l’ora. È già passata. E mentre prima i nostri incontri erano incendi dolosi appiccati nella foresta. Ora sono solo incidenti dolorosi, così freddi, da impiccarsi alla finestra. E si va…
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Cicatrici aperte

Il mio mondo è rinchiuso in una lacrima. Fatto in questo modo, incapace di voltare pagina. Umide ossa sporche vaganti nel buio sorreggono carni sgorganti di sudore come nel mese di giugno. In questo modo, volto noto, viso sporco, sguardo vuoto. Ogni mio movimento è un falso moto. In contraddizione col mio mondo e col mio corpo. Ed esce sangue da questo corpo privo di ferite e non capisci più come si vive, cosa ti fortifica cosa ti uccide, cosa vale la pena di tenere stretta tra le dita. E tu che mi giudichi sei come me, come queste cicatrici aperte. E guardo la tua espressione languida, non puoi chiamarla cicatrice se ancora sanguina. E non abbiamo più ragioni, questo…
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Fiocco di neve

Cristalli disuguali sulla terra trasparenti. Freddi e taglienti fiocchi, compatti, fiocchi, pungono come chiodi. Strato su strato, fiocchi di neve come decorazioni, fiocchi e nastri sulle case e le panche sulle strade e le stanze. Ci bloccano nel giorno, ovattano pensieri e problemi del mondo, ci annodano le azioni dandoci il tempo per riflettere. (C’è sempre un poeta che muore nalla calda solitudine in via Carducci 27). Problemi e neve diventano una cosa sola, sciolgono assieme, mentre l’unico fiocco che non si scioglie è quello che mi stringe la gola.

Bruciami l’anima Giampiero Margiovanni feat. [Francesca Rossetti]

Respira lenta, col corpo di mantice dal suono di flauti, è leggera, un velo la copre, è il mio pensiero. Metallo plasmato nella forma perfetta, forgiata dal fuoco, ma brucia l’anima se stretta tra le mani. [Lascia un dolore di fiamma, ma fa ardere il piacere se a respirare è lenta sui miei desideri.] Suoni di organi, già non sento più nulla. Non ho più gli organi, è tutto in cenere, anche i secondi. E per stare con lei non basterebbero i tempi di due mondi paralleli, venderei perle e dei e anche il fuoco sacro per non perderli. [Vieni come una medusa a bruciarmi la pelle. Come una Venere a incendiarmi l’amore.] Fuoco nel fuoco, adesso bruciami l’anima, tra…
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Teatro

Oggi più che mai così.   Teatro Sopra questo palco, dietro questa tenda, ora posso essere un altro, cambiare, fingere d’essere diverso o forse solo essere quello che realmente forse sono. E giù la maschera e su il sipario. Per essere veri dobbiamo nasconderci. E su la maschera e giù il sipario. Non sempre vedi ciò che c’è dietro. Giochi di luci e suoni, ombre, su lastre di legno sudore e polvere, vibrazioni, ritmo e movimenti, onde, dalla quarta parete non si può non prescindere. Ora la scena, voce che trema, drappo di seta. Tra passione e fama il cuore frena. Musica che scema l’istante prima del bilico. E lo spettacolo , per quanto mitico, l’ultimo applauso resta del pubblico.

Lo specchio

Ho guardato per mesi, anni, il male, la morte, il diavolo in faccia, dritto negli occhi. Guardargli le rughe e sentire come si strugge. (Lo sguardo è perso se scorgi verso dove fugge, scopri dove si rinchiude, scopri cosa si preclude, scopri perchè preferisce il buio alla luce e scopri perchè solo tu hai sentito questo suo dolore truce). E mentre io rifletto, lui mi riflette, solo dopo ho scoperto che mi stavo guardando allo specchio.

L’amore che umilia – Francesca Rossetti feat. [Giampiero Margiovanni]

Una poesia inedita, scritta in collaborazione con Francesca Rossetti. Nata come tantissime altre per un progetto di scambio featuring non andato più in porto. La descrizione di quanto possano ferire le parole quando il sentimento è puro e semplice, finendo per distruggerlo. L’amore che umilia indurisce. Arreca pietre al cuore. [Il cuore è un cristallo raffinato illuminato dall’amore. Angoli che brillano, non si imbrigliano, il verbo non doma e se doma rende il cuore grezzo. Un processo inverso. Discorsi grandinano su corpi umani, ammaccano casse toraciche che stonano al suono dell’organo che vibra. Il cuore è ciò che riceve, a plasmarlo le parole.]