Archivio Tag: amore

LA LETTERA

“Cara Signorina D’este, ti scrivo dal luogo in cui è cominciato tutto, qui, tra la polvere, dove insieme abbiamo sporcato i nostri corpi per rendere pure le nostre anime. Qui ho trovato una penna e un foglio di carta, sembrava che mi stessero aspettando.  Li ho trovati per terra, sul pavimento dove per mille e mille volte il tuo corpo si è sdraiato riscaldandolo, e riscaldandosi. Mi sdraio anch’io, per scriverti, ma adesso è freddo e a stento riesco ad accorgermene perché, oggi, sono freddo anch’io.  Signorina D’este, ti chiamo così ora come quando ancora non ci conoscevamo, dopo che per troppe volte ho gridato e pianto il tuo nome, Giulia, tra gli incubi e i piaceri e la serenità…
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Bussola

Attratti, come aghi e poli. Riempìti, i nostri soli cuori e vuoti. Come la bussola che tiene la rotta, indica il nord e… …ed io tengo la rotta e mi ritrovo indicando te. Legàti, stretti come nodi. Passàti, da sconosciuti a ignoti. Prima ago e magnete. Ora come mai niente. Perché una nave non naviga in un deserto di sabbia, coperto di rabbia, lacrime come ancore, graffiano la faccia. Da mezzo a rotta a destinazione. Tu sola. Ora punta ora ago ora spada. Bus-sola. E già giunta del ti amo l’ora. È già passata. E mentre prima i nostri incontri erano incendi dolosi appiccati nella foresta. Ora sono solo incidenti dolorosi, così freddi, da impiccarsi alla finestra. E si va…
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Cicatrici aperte

Il mio mondo è rinchiuso in una lacrima. Fatto in questo modo, incapace di voltare pagina. Umide ossa sporche vaganti nel buio sorreggono carni sgorganti di sudore come nel mese di giugno. In questo modo, volto noto, viso sporco, sguardo vuoto. Ogni mio movimento è un falso moto. In contraddizione col mio mondo e col mio corpo. Ed esce sangue da questo corpo privo di ferite e non capisci più come si vive, cosa ti fortifica cosa ti uccide, cosa vale la pena di tenere stretta tra le dita. E tu che mi giudichi sei come me, come queste cicatrici aperte. E guardo la tua espressione languida, non puoi chiamarla cicatrice se ancora sanguina. E non abbiamo più ragioni, questo…
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Bruciami l’anima Giampiero Margiovanni feat. [Francesca Rossetti]

Respira lenta, col corpo di mantice dal suono di flauti, è leggera, un velo la copre, è il mio pensiero. Metallo plasmato nella forma perfetta, forgiata dal fuoco, ma brucia l’anima se stretta tra le mani. [Lascia un dolore di fiamma, ma fa ardere il piacere se a respirare è lenta sui miei desideri.] Suoni di organi, già non sento più nulla. Non ho più gli organi, è tutto in cenere, anche i secondi. E per stare con lei non basterebbero i tempi di due mondi paralleli, venderei perle e dei e anche il fuoco sacro per non perderli. [Vieni come una medusa a bruciarmi la pelle. Come una Venere a incendiarmi l’amore.] Fuoco nel fuoco, adesso bruciami l’anima, tra…
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L’amore che umilia – Francesca Rossetti feat. [Giampiero Margiovanni]

Una poesia inedita, scritta in collaborazione con Francesca Rossetti. Nata come tantissime altre per un progetto di scambio featuring non andato più in porto. La descrizione di quanto possano ferire le parole quando il sentimento è puro e semplice, finendo per distruggerlo. L’amore che umilia indurisce. Arreca pietre al cuore. [Il cuore è un cristallo raffinato illuminato dall’amore. Angoli che brillano, non si imbrigliano, il verbo non doma e se doma rende il cuore grezzo. Un processo inverso. Discorsi grandinano su corpi umani, ammaccano casse toraciche che stonano al suono dell’organo che vibra. Il cuore è ciò che riceve, a plasmarlo le parole.]

GaFFe e I racconti della luna 

Stavo pensando…e già la cosa è abbastanza grave… che ci sono diverse realtà che si vanno affermando pian piano nel mondo della letteratura e dell’arte in generale. Quest’oggi ho il piacere di ospitare sul mio blog è un team creativo e indipendente che da diverso tempo si sta facendo spazio sulla scena riuscendo a fondere in una sola opera diverse forme di arte: GaFFe. Come mi spiega Federico Summa, uno dei tre ragazzi del team: “la volontà del nostro gruppo è quello di convogliare passioni e sentimenti artistici diversi in un’unica modalità espressiva, il nostro obiettivo è raccontare storie, spesso ricercando l’inusuale, la sperimentazione, da qui l’origine del nome GaFFe! Oltre al fatto che sono le iniziali dei nostri nomi:…
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Your perdition

Questo testo parla della paura di perdere una persona cara, un amico, un fratello. Di come spesso ci si possa spingere così oltre per aiutare chi ne ha bisogno tanto da cadere nello stesso male e perdercisi dentro, così tanto da passare da eroe a vittima. Il prezzo da pagare per la salvezza altrui. I’m afraid I’m alone. Where will I go? I’m lost in your mind, tell me why… I’m lost in your perdition I’ve less even when I get addition. If you go away I can’t stay inaction. Mi immergo, mi perdo. Ti prendo. È immenso l’Inferno. Ci resto. Tu salvo, io sotto un sasso. In alto. Nella tua perdizione, perso, non bastano parole, audio, solo scambio e…
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