Stavo pensando... e già la cosa è abbastanza grave

FRAMMENTI D’ANIMA feat. [Anna Italiani]

FRAMMENTI D’ANIMA feat. [Anna Italiani] Frammenti d’anima sono quelli che restano dopo le gocce di vita che mi attraversano. Come di comete mi asciugano e perdo il suono di come dico ‘me e te’. Polvere di stelle e lembi di pelle, frammenti di diamanti, di sguardi, d’amanti, il tempo li fa ruggine e poi si fanno cenere, risparmiati solo frammenti d’anima. È da lì che vorrei risorgere. [Cocci di conchiglia lasciati lì, sul ciglio del bagnasciuga, vanno e vengono, danzano tra sabbia e acqua marina, frammenti d’anima che tornano a cavalcare le onde del mare.] Siamo i frammenti dell’anima. Siamo quello che resta. Condividi… Facebook0TwitterPinterest0emailPrint

L’ascesa

Brama quella scala e sguaina la tua spada. Abbatti gli ostacoli, combatti i contrastanti animi. Affàmati, guarda avanti. Non guardare ancora indietro, ma guardati dentro. Scalata è la brama per arrivare dritto all’apice, colmata è la sete dalla fama è come aver bevuto dal Sacro calice. Ed ora, da affamàto ad affabile, dall’essere famelico a stare al famèdio. Crescono le grida, allora affàmale, crescono le ansie, allora affannale. E attento a non far la fame. Prendi tutto il corpo, ma lascia le loro anime. Pulisci tutto lo sporco usando le loro lacrime. Trova il coraggio di mettere un passo davanti all’altro. Non dire mai ‘mai’. Ora guardati indietro e scopri ciò che sarai. Condividi… Facebook0TwitterPinterest0emailPrint

Sospesi 19.05.12

Piccoli passi. Piccoli salti. Il ticchettio del tempo salva piccoli istanti. Ignari e piccoli, partecipanti, ad una guerra finta. Salvàti, ma vinti. Tiràti su da fili soffici e trasparenti. Mentre tu nel fischio del vento a piccoli tratti ti perdi. Il vuoto sotto i nostri piedi, e della terra non sentiamo più il moto. Siamo sospesi, soffiato in un minuto ciò che si crea in nove mesi. Sospesi, protesi sulla forma del tuo encefalogramma. Piatto. Sospesi, sorpresi dalla mancata linea nel tuo elettrocardiogramma. Pianto. Ed i tuoi occhi come rubini affondano nelle nostre lacrime. Dio, si sa, è un ladro, ruba le migliori anime. E spero sia sospeso anche lui, l’autore di questa finta guerra, con una corda attorno al…
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Io che

Io che, la faccia di rame e bronzo, capelli come gli occhi: argenti ardenti, come lame penetranti, ma coperti anche di notte da lastre scure per evitare gli sguardi. Io che, non ricordo più che rumore fa l’amore, I love you, e, come un traduttore, traduco bene in male e gioia con dolore. Io che, sono sempre l’unico che sente le punte del cerchio, e, come un Dionisiaco al rovescio, rifiuto quello che cerco. Io che, attratto dal cielo, scivolo nel vuoto e l’unico suono che sento è quello del lampo prima del tuono. Io che, che come voi vivo in questo mondo fatto di donne di plastica, tra gli uomini non c’è un migliore, il meno peggio venera la…
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Il Re e la Roccia

Un pensiero al Re. Lui non c’è più. Trattato male, o forse meno bene. Perché meno è durato e meno bene è vissuto. La Roccia si sa, è più forte. Il Re si sa, ormai è solo un’autorità. Un saluto a lui, meno calcolato, ma sempre presente. Un pensiero alla Roccia, ancora presente, ma solo. Nomi antichi e più moderni, lontani, ma strettamente vicini e compagni di contemporanee vite. Rex. Rocky. Vita da cani. L’ululato solitario è il saluto di uno all’altro. Condividi… Facebook0TwitterPinterest0emailPrint

UNA COLLANA VUOTA feat. [Marco Tabellione]

Una collana vuota, la fine di una storia o l’inizio di una vita nuova? Argento senza simbolo, grado o ciondolo. La gente non capisce nemmeno se grido, è come se parlassi mongolo. Maglie che si abbracciano e restano vuote. Come corpi senza ossa e carne, e restano solo le maglie. E poi tutto cade leggero a terra, senza peso. E ci si innalza nel cielo pesanti, senza credo. [Quante perle ha questa collana come nuvole di nuvole e nuvole. Si intrecciano e si inerpicano lungo il crinale che è cresta e onda, riva e mare, isola e continente. Ma è niente la collana, la catena, senza gli anelli che la nutrono. Maglie che si abbracciano vuote e poi tutto cade…
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La fine del mondo Giampiero Margiovanni feat. #Raffaele Rubino# [Mario Rapagnetta]

Questa è la fine. Del mondo. La fine. Oggi l’irrealizzabile si contraddice. Tocco l’orizzonte perché diventa raggiungibile. Il cielo cade come un sipario, le nuvole, d’intermittenze s’impregnano, l’azzurro ne è il colore più banale e su di me ne ho miliardi. Oggi le verità si svelano, non ci sono più bugiardi. Oggi tutto è lecito, oggi possiamo amarci. #La fine del mondo e non è ancora tardi. Non è mai tardi per amarci. Capiremo – forse mai – capiremo. C’è solo una verità. La verità non è una sola. E in essa ogni cosa si svela, ogni cosa si crea ogni essere trova il suo perché di esserci.# [La fine del mondo. Ieri, solo una paura che sorvolava nei pensieri….
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Metallo nella carne

Metallo nella carne, si fa spazio tra la pelle, tra capillari e cartilagine. Una diversa lega, costrizione sociale che sul diverso regna, divide, macchia, marchia e lega. Racchiusi in nicchie. Nickel. Uno dentro l’altro come scatole cinesi, imperfetti in saldature a cricche, come le città nei paesi. Sotto nel baratro, dritti nell’antro da una corda, una liana con una mano giù, un solco sul palmo. L’inchiostro è il sangue che macchia e ne viene fuori, traccia una trappola epidermica, un’involontaria linea cala la maschera. E si resta solo con del metallo nella carne, viva e vivido, a marcare ciò che non si è e ciò che non si vuol vedere. Condividi… Facebook0TwitterPinterest0emailPrint

Bussola

Attratti, come aghi e poli. Riempìti, i nostri soli cuori e vuoti. Come la bussola che tiene la rotta, indica il nord e… …ed io tengo la rotta e mi ritrovo indicando te. Legàti, stretti come nodi. Passàti, da sconosciuti a ignoti. Prima ago e magnete. Ora come mai niente. Perché una nave non naviga in un deserto di sabbia, coperto di rabbia, lacrime come ancore, graffiano la faccia. Da mezzo a rotta a destinazione. Tu sola. Ora punta ora ago ora spada. Bus-sola. E già giunta del ti amo l’ora. È già passata. E mentre prima i nostri incontri erano incendi dolosi appiccati nella foresta. Ora sono solo incidenti dolorosi, così freddi, da impiccarsi alla finestra. E si va…
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Cicatrici aperte

Il mio mondo è rinchiuso in una lacrima. Fatto in questo modo, incapace di voltare pagina. Umide ossa sporche vaganti nel buio sorreggono carni sgorganti di sudore come nel mese di giugno. In questo modo, volto noto, viso sporco, sguardo vuoto. Ogni mio movimento è un falso moto. In contraddizione col mio mondo e col mio corpo. Ed esce sangue da questo corpo privo di ferite e non capisci più come si vive, cosa ti fortifica cosa ti uccide, cosa vale la pena di tenere stretta tra le dita. E tu che mi giudichi sei come me, come queste cicatrici aperte. E guardo la tua espressione languida, non puoi chiamarla cicatrice se ancora sanguina. E non abbiamo più ragioni, questo…
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