Stavo pensando... e già la cosa è abbastanza grave

Dialogo a due con conflitto. SI FIDI

SI FIDI A- Buonasera. B- Buonasera, mi dica! A- Un caffè macchiato freddo, grazie. B- Subito. A- Ah…ehm…anche un biglietto del gratta e vinci. B- Certamente. Tenga. A- Me ne dia uno che vince eh, e non uno di quelli che si grattano e basta! B- Ok…ehm…allora non prenda questo. Prenda quest’altro. A- Ah… B- Ed ecco il suo caffè. A- Ma perché si ripreso quel gratta e vinci e me ne ha dato un altro? B- Lei ne voleva uno che vincesse. A- E quindi? B- Quello che le avevo dato prima, non vinceva sicuramente, mentre con questo ci sono alte probabilità di arricchirsi. A- Davvero? B- Altissime probabilità! A- E lei come lo sa? B- Noi baristi sappiamo…
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PER TE

Per te Per te sarò niente. Solo un suono. Un’impercettibile intermittenza. Usa il mio tempo, sprecalo come il denaro che senza di te non mi fa contento. Cancella le mie menti, fai melodia dei miei lamenti. Bruciami l’anima, ma lascia stare il cuore, tienilo tra le mani ma, lascialo respirare. E lasciami sperare di essere parte di te. Ruba i miei giorni, nascondi i miei desidèri, fà ciò che desìderi, ma lascia che in ogni secondo il mio cuore si liberi in un colpo. Prendi anche le espressioni del mio volto e rendi le mie parole torto quand’anche siano perle. Ma lascia il mio cuore battere quand’anche sia per l’ultima volta, che sia solo per te. Condividi… Facebook0TwitterPinterest0emailPrint

OSSA

Circa un anno fa stavo scrivendo il mio secondo romanzo. Lo portavo avanti da un pezzo, ma non riuscivo a trovare lo snodo giusto che mi permettesse di completare l’idea che avevo in testa. Non la chiamerei ansia da pagina bianca o crisi dello scrittore, anche perché di pagine bianche non ce n’erano e di scrittori in crisi nemmeno. Solo mancava qualcosa per andare avanti. Così ho deciso di fermarmi e fare un passo indietro. Ho pensato di pormi dei dovuti interrogativi come ad esempio: Chi sono? Da dove vengo? Ma soprattutto, siamo proprio sicuri che questa cosa della scrittura sia la strada giusta, è una cosa che so fare? Occhei (ho sempre voluto scriverlo così ok), ho scritto un…
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QUANTI CAZZO DI SOLDI HO?

È strano pensare a quante cose si possano comprare già fatte. Belle e buone. Pronte all’uso. La casa già arredata, la macchina super-accessoriata. La prostituta di turno già slabbrata, in modo tale da non doversi impegnare più di tanto nell’amplesso. E poi i maglioni già cuciti, i computer già assemblati e i ritratti di famiglia già stampati e appesi al muro. Eppure, tra le tante cose che potrei comprare, la sigaretta è l’unica cosa che odio avere già pronta per l’utilizzo. Mi piace metterla insieme e farmela da me. Con la giusta dose, la giusta forma, la giusta compattezza. Compro il tabacco. Compro i filtrini. Compro le cartine. Torno a casa, me ne preparo un paio e me le fumo….
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Un’ultima recensione per “I sogni nelle lacrime” a cura di Giovanni d’Alessandro

Nell’immaginario paese di Treccami, che non è collocato in the middle of nowhere, al centro del nulla, ma che s’immagina appartenere al centro-sud dove è nato e vive l’Autore Giampiero Margiovanni (classe 1990, nato ad Atri e residente in Abruzzo, con precedenti esperienze in materia di produzione poetica e teatrale), i vecchi trasmettono ai più piccoli la loro esperienza. Tanto più preziosa perché astratta dalle contingenti coordinate del mondo in cui si troveranno, da adulti, a vivere, e da riferirsi alla vita in sé, nel tributo di lotta e di coraggio, di sofferenza e di vittoria che ogni esistenza, in ogni tempo, richiede. E tanto più preziosa perché qui c’è una nonna straordinaria, Angelica, a trasmetterla ai nipoti, i fratellini…
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LA TEMPESTA

Lampi di sguardi si creano tra le scintille d’anime. Vertici e vertigini, voragini riempite da parti dei nostri corpi. Attriti scardinano il cielo dalle nuvole bianche, e si fa nero, terre spaccate dagli artigli, sopravviveremo? Silenzio forte. Occhi che parlano più forte dei ventriloqui tra i monti soffici e rotture d’equilibri creano vortici, tu mordimi, mentre il vento prova a risponderci. I nostri vestiti sono gli unici ostacoli, stati per poco confini di questo Stato. E noi imprigionati: ostaggi reciproci, mentre il mondo fuori sembra voglia uccidersi. Poi un fulmine ti attraversa un fiore diventa quercia la roccia diventa pioggia un’onda scende e mi affoga. E quel silenzio poco prima è dolce, ma lo detesto. Lo senti il tuono? Anche…
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FIUMI DI NEBBIA

Fumi grigi di guerre finite prendono quota. E scendono nebbie celesti come coperte sulla morte. S’incontrano a metà tracciando una distinta linea come per dire “fine”. I fumi di nebbia che hanno favorito la nostra riuscita ora, nella desolazione davanti a noi, ci separano dalla meta. Siamo magi senza cometa. Non c’è vittoria senza premio, senza testa, non c’è gloria senza scalpo. Siete senza scampo. Tra i fumi di nebbia nascosti nell’ombra. Voi, scontati vincittori poi vinti, poi noi vincitori e voi scomparsi. Casuali vincitori spinti siamo da un’implacabile vendetta perchè mai vittime della pietà. Condizione posta dagli stessi fumi di nebbia che ora vi recano ripari e i nostri ruoli invertiti ci rendono uguali. Alla ricerca di loro, dell’oro,…
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UNA NATURA DA VIVERE

Non avrei mai pensato che in montagna potesse fare così caldo, perlomeno in estate. Invece sì, dai bassi promontori, dalla collina e dalla pianura, la percezione della natura è molto diversa da quella che realmente è. Anche la terra stessa. Ogni cosa è meno dura e stabile di quanto sembra. E tutto può sgretolarsi da un momento all’altro. Queste montagne e questi boschi sono la mia casa da circa un mese, da quando il mio tutto si è sgretolato in lenti attimi. La morte di mia madre ha creato in me grosse crepe, come quelle dei calanchi del teramano che da qui riesco a vedere. Lei e mio padre, l’una dopo l’altro, si sono inseguiti nella morte come nella vita,…
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LA LETTERA

“Cara Signorina D’este, ti scrivo dal luogo in cui è cominciato tutto, qui, tra la polvere, dove insieme abbiamo sporcato i nostri corpi per rendere pure le nostre anime. Qui ho trovato una penna e un foglio di carta, sembrava che mi stessero aspettando.  Li ho trovati per terra, sul pavimento dove per mille e mille volte il tuo corpo si è sdraiato riscaldandolo, e riscaldandosi. Mi sdraio anch’io, per scriverti, ma adesso è freddo e a stento riesco ad accorgermene perché, oggi, sono freddo anch’io.  Signorina D’este, ti chiamo così ora come quando ancora non ci conoscevamo, dopo che per troppe volte ho gridato e pianto il tuo nome, Giulia, tra gli incubi e i piaceri e la serenità…
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I sogni nelle lacrime al #FLA17

Per me è davvero una gioia immensa comunicare che il 9 Novembre sarà di nuovo presentato a Pescara il mio romanzo I sogni nelle lacrime. Questa volta l’evento si terrà all’interno del Festival delle Letterature dell’Adriatico o Festival dei Libri e Altrecose, meglio conosciuto come FLA. Tutto si svolgerà presso il Circolo Aternino alle ore 17. Con me, per parlare del racconto, ci sarà la Dott.ssa Angelica Di Pancrazio. Ad assistere, spero che ci sarete voi. Numerosi. Per questa grande opportunità che mi è stata data, devo ringraziare innanzitutto il mio editore Marco Solfanelli, che ha proposto il mio libro al Festival e la stessa giuria dell’evento che lo ha scelto. Un grazie in particolare va anche alla sopra citata…
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