Sospesi 19.05.12

Piccoli passi. Piccoli salti.
Il ticchettio del tempo
salva piccoli istanti.
Ignari e piccoli,
partecipanti,
ad una guerra finta.
Salvàti, ma vinti.
Tiràti su
da fili soffici e trasparenti.
Mentre tu
nel fischio del vento
a piccoli tratti ti perdi.
Il vuoto sotto i nostri piedi,
e della terra non sentiamo più il moto.
Siamo sospesi,
soffiato in un minuto
ciò che si crea in nove mesi.
Sospesi, protesi
sulla forma del tuo encefalogramma.
Piatto.
Sospesi, sorpresi
dalla mancata linea nel tuo elettrocardiogramma.
Pianto.
Ed i tuoi occhi
come rubini
affondano nelle nostre lacrime.
Dio, si sa, è un ladro,
ruba le migliori anime.
E spero sia sospeso anche lui,
l’autore di questa finta guerra,
con una corda attorno al collo
come unico collegamento tra il cielo e la terra.

Magari si potesse stare ancora insieme
e voltare pagina se stufi della stessa storia,
leggere solo ciò che non c’annoia,
idolatrarlo come se il finale fosse un altro.
Stare sospesi, sì, ma in modi diversi,
sollevati nel vederti sollevare come se non fosse niente.
Ancora insieme.

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