Cicatrici aperte

Il mio mondo è rinchiuso in una lacrima.
Fatto in questo modo,
incapace di voltare pagina.
Umide ossa sporche
vaganti nel buio
sorreggono carni
sgorganti di sudore
come nel mese di giugno.
In questo modo,
volto noto,
viso sporco,
sguardo vuoto.
Ogni mio movimento è un falso moto.
In contraddizione
col mio mondo e col mio corpo.
Ed esce sangue
da questo corpo privo di ferite
e non capisci più come si vive,
cosa ti fortifica
cosa ti uccide,
cosa vale la pena
di tenere stretta tra le dita.
E tu che mi giudichi sei come me,
come queste cicatrici aperte.
E guardo la tua espressione languida,
non puoi chiamarla cicatrice
se ancora sanguina.
E non abbiamo più ragioni,
questo dolore non può cessare,
come Pieraccioni:
tengo il cuore fratturato
e il cuore non si può ingessare.

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